Assegno di mantenimento e attività investigativa privata

Assegno di mantenimento e attività investigativa

Investigatore privato a Roma autorizzato, specializzato in indagini professionali per privati e aziende

Una delle situazioni che mi vengono sottoposte riguarda il dubbio che le condizioni economiche dichiarate da un coniuge non corrispondano alla realtà.


Può trattarsi di un’attività lavorativa non dichiarata, di una situazione patrimoniale diversa da quella rappresentata o di cambiamenti intervenuti dopo la separazione. In questi casi, prima di affrontare una richiesta di revisione dell’assegno, occorre capire quali fatti possano essere verificati e documentati.

Il compito di un investigatore privato è proprio questo: accertare circostanze concrete, nei limiti consentiti dalla legge, mettendo a disposizione del Cliente e del suo avvocato elementi utili per valutare come procedere.


Mantenimento nella separazione, assegno divorzile e contributo per i figli

Quando si parla di “assegno di mantenimento” è importante distinguere situazioni che, nel linguaggio comune, vengono spesso confuse.

Nella separazione, il mantenimento del coniuge è disciplinato dall’articolo 156 del Codice Civile.

Il suo riconoscimento dipende da specifici presupposti e dalla valutazione delle condizioni economiche delle parti; non deriva semplicemente dal fatto che uno dei due guadagni meno dell’altro.

L’assegno divorzile è invece regolato dall’articolo 5 della legge n. 898/1970 e risponde a criteri propri. Non rappresenta la prosecuzione automatica dell’assegno stabilito nella separazione.

Il mantenimento dei figli costituisce un’altra questione ancora, con regole e finalità distinte da quelle relative al sostegno economico tra coniugi.


Queste differenze hanno conseguenze anche sull’attività investigativa. Per impostare un’indagine utile bisogna conoscere quale sia la situazione concreta e quali fatti abbiano rilevanza rispetto alla richiesta che il Cliente intende presentare.


Quando può essere utile un’indagine

Non basta avere l’impressione che l’altra persona nasconda qualcosa.

Prima di accettare un incarico cerco di comprendere da dove nasca il dubbio, quali informazioni siano già disponibili e quale diritto debba essere tutelato.

Le indagini private possono essere utili, ad esempio, quando emergono elementi concreti che fanno ipotizzare:

  • lo svolgimento di un’attività lavorativa non dichiarata nel procedimento;
  • una situazione economica o patrimoniale diversa da quella rappresentata;
  • cambiamenti nelle condizioni di vita che meritano un approfondimento;
  • una possibile convivenza stabile con un nuovo partner, quando pertinente alla questione da valutare.


Ogni situazione richiede accertamenti diversi. In alcuni casi può essere utile documentare un’attività svolta con regolarità; in altri occorre esaminare informazioni ricavabili legittimamente da documenti e registri accessibili.

L’obiettivo non è raccogliere indiscriminatamente informazioni sulla vita privata di una persona, ma verificare fatti pertinenti all’incarico.


Attività lavorativa non dichiarata: cosa si può documentare

Un caso che si presenta nella pratica riguarda una persona che dichiara di non lavorare, mentre alcuni elementi fanno supporre il contrario.

L’attività investigativa può consentire di documentare accessi ripetuti a un luogo, orari, mansioni concretamente osservate e altre circostanze utili a ricostruire ciò che accade.

Occorre però distinguere ciò che viene visto da ciò che si può soltanto ipotizzare.

Vedere una persona entrare in un negozio non dimostra, da solo, che vi lavori. Allo stesso modo, documentare lo svolgimento di un’attività non permette automaticamente di stabilire quanto guadagni.

Per questo il mio metodo investigativo prevede accertamenti mirati e una descrizione precisa dei fatti, senza attribuire alle osservazioni un significato che non possano sostenere.

Quando necessari e legittimamente effettuabili, anche gli accertamenti patrimoniali possono integrare il lavoro sul campo.


Una nuova convivenza può incidere sull’assegno?

Una convivenza stabile con un nuovo partner può avere rilevanza nella valutazione delle condizioni economiche, ma le conseguenze devono essere esaminate distinguendo separazione e divorzio.

In particolare, per l’assegno divorzile, la nuova convivenza non comporta necessariamente la perdita automatica e integrale del diritto: può conservare rilevanza la componente compensativa, quando ne ricorrono i presupposti.

Sul piano investigativo, una frequentazione o qualche pernottamento non bastano, da soli, a dimostrare l’esistenza di una vita comune stabile.

L’indagine deve quindi documentare circostanze pertinenti che permettano al legale di valutare la situazione. A questo argomento ho dedicato anche un approfondimento sulla convivenza more uxorio e assegno di mantenimento.


La relazione investigativa e il ruolo dell’avvocato

Al termine dell’attività preparo una relazione nella quale riporto gli accertamenti effettuati, i fatti osservati e l’eventuale documentazione fotografica o video raccolta lecitamente.

La relazione deve permettere di comprendere cosa sia stato verificato, quando e in quali circostanze. Quando necessario, posso inoltre essere chiamato a testimoniare sui fatti direttamente osservati.

L’investigatore non decide se un assegno debba essere ridotto, aumentato o revocato. Il suo lavoro consiste nel fornire elementi documentati; spetta poi all’avvocato valutarne la rilevanza e al giudice assumere le decisioni.

Per questo considero importante, quando il Cliente è già assistito, concordare con il suo legale quali circostanze sia effettivamente utile accertare.


Riservatezza e limiti dell’incarico

Un’indagine relativa al mantenimento coinvolge informazioni personali e situazioni familiari delicate.

Prima di iniziare verifico la legittimità della richiesta e definisco l’attività attraverso un incarico scritto, individuando finalità, fatti da accertare e limiti dell’intervento.

Non accedo abusivamente a conti correnti, telefoni, messaggi o account personali. La necessità di tutelare un diritto non autorizza a utilizzare qualsiasi mezzo.

Anche la durata e l’estensione degli accertamenti devono essere proporzionate alla situazione concreta.


Come valuto il tuo caso

Da oltre trent’anni svolgo personalmente attività investigative, a Roma e sul territorio nazionale.

Quando una persona mi contatta per una questione legata all’assegno di mantenimento, il primo passo è ascoltare la situazione e capire se esista una concreta possibilità di svolgere accertamenti utili.


Non prometto l’annullamento dell’assegno né un risultato favorevole in giudizio. Posso valutare quali fatti siano verificabili e, quando ne ricorrono i presupposti, documentarli con un’attività professionale mirata.


Puoi contattarmi per una consulenza preliminare e un preventivo gratuito, senza impegno. Ricevo su appuntamento nella mia sede di Roma, in Via della Farnesina 15, zona Ponte Milvio.


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