Relazione Investigativa / Relazione Tecnica
RELAZIONE INVESTIGATIVA: COS’È, COSA CONTIENE E A COSA SERVE

Al termine di un’attività investigativa, uno degli elementi più importanti consegnati al Cliente è la relazione investigativa.
Non si tratta semplicemente di un riepilogo del lavoro svolto, ma di un documento nel quale vengono riportati in maniera ordinata gli accertamenti eseguiti, le circostanze direttamente osservate e gli elementi documentati nel corso dell’incarico.
Nel mio lavoro di investigatore privato a Roma, la relazione rappresenta la fase conclusiva di un percorso che inizia con la valutazione dell’incarico, prosegue con l’attività investigativa sul campo e termina con la corretta documentazione di quanto effettivamente accertato.
COS’È UNA RELAZIONE INVESTIGATIVA
La relazione investigativa è il documento professionale nel quale l’investigatore descrive le attività svolte nell’ambito dell’incarico ricevuto e riporta gli elementi rilevanti emersi durante l’indagine.
Deve essere chiara, cronologica e comprensibile anche a chi non ha partecipato direttamente alle operazioni.
Normalmente può contenere:
- date e orari delle attività svolte;
- luoghi nei quali sono stati effettuati gli accertamenti;
- descrizione delle circostanze direttamente osservate;
- spostamenti e incontri rilevanti ai fini dell’incarico;
- eventuale documentazione fotografica;
- ulteriori elementi acquisiti legittimamente nel corso dell’attività.
Una buona relazione deve distinguere chiaramente ciò che è stato direttamente osservato da ciò che costituisce informazione preliminare, circostanza riferita dal Cliente o altro elemento acquisito durante l’indagine.
DALL’OSSERVAZIONE ALLA DOCUMENTAZIONE DEI FATTI
Durante un’investigazione non è sufficiente osservare ciò che accade.
Occorre documentarlo correttamente.
Fotografie, date, orari, luoghi e descrizioni devono essere riportati in maniera coerente affinché sia possibile ricostruire successivamente lo svolgimento dell’attività investigativa.
Questo principio è particolarmente importante nelle indagini per infedeltà coniugale, nelle verifiche relative a convivenze e situazioni familiari e, più in generale, negli incarichi finalizzati alla tutela di un diritto.
La relazione non dovrebbe contenere supposizioni, giudizi personali o interpretazioni non supportate dai fatti.
Il compito dell’investigatore è descrivere ciò che ha accertato.
Le valutazioni giuridiche competono invece al legale del Cliente e, quando la documentazione viene prodotta in giudizio, all’autorità chiamata a valutarla.
RELAZIONE INVESTIGATIVA E UTILIZZO IN SEDE GIUDIZIARIA
Quando l’indagine viene svolta per far valere o difendere un diritto, la relazione investigativa e la documentazione raccolta possono essere messe a disposizione dell’avvocato incaricato dal Cliente.
Sarà il legale, sulla base della strategia difensiva e delle caratteristiche del procedimento, a valutare modalità e opportunità della loro eventuale produzione nelle sedi competenti.
È quindi preferibile non parlare genericamente di una relazione “automaticamente valida in Tribunale”.
Il suo valore dipende dalla natura degli accertamenti effettuati, dalle modalità con cui sono stati acquisiti e documentati e dalla valutazione che ne verrà effettuata nel singolo procedimento.
Sul tema ho approfondito anche il valore legale delle relazioni investigative, con particolare riferimento alla giurisprudenza in materia.
Quando necessario, l’investigatore che ha personalmente svolto le attività può inoltre essere chiamato a riferire sulle circostanze direttamente osservate durante l’incarico.
LA DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA
La relazione investigativa può essere accompagnata da fotografie realizzate durante le attività operative.
Le immagini non devono essere considerate separatamente dal contesto nel quale sono state acquisite.
Una fotografia documenta un determinato momento; la relazione permette invece di collocarlo cronologicamente e di spiegare le circostanze nelle quali l’immagine è stata realizzata.
Per questo motivo documentazione fotografica e descrizione dell’attività devono essere tra loro coerenti.
L’obiettivo non è raccogliere il maggior numero possibile di fotografie, ma documentare gli elementi realmente pertinenti rispetto alla finalità dell’incarico.
RELAZIONE INVESTIGATIVA NELLE INDAGINI AZIENDALI
Lo stesso metodo viene applicato nelle investigazioni aziendali.
Accertamenti riguardanti dipendenti, collaboratori o soci devono essere documentati riportando esclusivamente gli elementi pertinenti rispetto all’incarico conferito e al diritto che il Cliente intende tutelare.
Anche in questo settore la relazione rappresenta il documento attraverso il quale il Cliente e i suoi consulenti possono comprendere con precisione quali attività siano state effettuate e quali circostanze siano state effettivamente accertate.
RISERVATEZZA E PROTEZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE
Una relazione investigativa contiene normalmente informazioni riservate e, in molti casi, dati personali particolarmente delicati.
Per questo motivo la sua gestione richiede particolare attenzione.
La documentazione viene consegnata al Cliente con modalità idonee a proteggerne la riservatezza. Nel caso di consegna elettronica utilizzo documenti PDF protetti, limitandone la circolazione ai soggetti legittimati a riceverli.
La tutela delle informazioni raccolte non rappresenta un aspetto secondario dell’indagine, ma fa parte integrante dell’attività professionale dell’investigatore.
RELAZIONE INVESTIGATIVA E “RELAZIONE TECNICA”
Nel linguaggio comune viene talvolta utilizzata anche l’espressione “relazione tecnica”.
Preferisco tuttavia parlare di relazione investigativa.
Il documento redatto dall’investigatore descrive infatti l’attività investigativa svolta e gli accertamenti effettuati nell’ambito dello specifico incarico ricevuto.
Non deve essere confuso automaticamente con una perizia o con una consulenza tecnica specialistica, che hanno natura e funzioni differenti.
UNA RELAZIONE DEVE RACCONTARE I FATTI, NON PROMETTERE RISULTATI
Dopo oltre trent’anni di attività ritengo che una relazione investigativa efficace debba essere soprattutto precisa, comprensibile e aderente ai fatti.
Non servono formulazioni enfatiche.
Servono date, orari, luoghi, circostanze osservate e documentazione coerente con quanto realmente accertato.
Il valore del lavoro investigativo non consiste nel “dimostrare a ogni costo” una tesi iniziale del Cliente, ma nel verificare i fatti e documentare ciò che emerge dall’attività svolta, anche quando il risultato dell’indagine non coincide con il sospetto dal quale si era partiti.
È questo il principio che applico personalmente nella gestione degli incarichi e nella redazione della documentazione conclusiva.
Per informazioni o per valutare un caso specifico è possibile richiedere una consulenza preliminare, durante la quale verificare innanzitutto finalità, fattibilità e modalità dell’eventuale attività investigativa.
Massimiliano Altobelli
Investigatore Privato a Roma












