Uso del G.P.S (Global Positioning System) – Localizzazione Satellitare
USO DEL G.P.S. NELLE INVESTIGAZIONI PRIVATE – LOCALIZZAZIONE SATELLITARE

La tecnologia ha modificato profondamente il modo di svolgere le investigazioni private. Tra gli strumenti che possono supportare l’attività dell’investigatore vi sono i sistemi di localizzazione G.P.S. (Global Positioning System), utilizzati per conoscere gli spostamenti di un veicolo e organizzare con maggiore precisione le successive attività operative.
È però importante chiarire un principio fondamentale: la tecnologia non sostituisce l’investigatore.
Il G.P.S. rappresenta uno strumento di supporto. Il suo valore dipende dalla capacità professionale di utilizzare correttamente le informazioni raccolte, verificarle sul campo e inserirle all’interno di una strategia investigativa coerente con l’incarico ricevuto.
IL G.P.S. COME SUPPORTO ALL’ATTIVITÀ INVESTIGATIVA
Nell’ambito di un incarico regolarmente conferito e quando ne ricorrono i presupposti, la localizzazione satellitare può contribuire alla pianificazione delle attività di osservazione statica e dinamica.
Conoscere gli spostamenti di un veicolo può consentire all’investigatore di individuare percorsi, soste e destinazioni utili all’indagine e di concentrare l’attività sul campo nei momenti realmente significativi.
Questo permette di organizzare gli interventi con maggiore razionalità, evitando quando possibile lunghe attività di osservazione prive di interesse investigativo e ottimizzando tempi e risorse.
Il dato fornito dal dispositivo, tuttavia, non costituisce di per sé la conclusione dell’indagine.
Deve essere interpretato e, quando necessario, verificato attraverso osservazione diretta, riscontri operativi, documentazione fotografica e altri accertamenti consentiti.
IL G.P.S. NON SOSTITUISCE IL PEDINAMENTO
Uno degli errori più frequenti è considerare il localizzatore satellitare come uno strumento capace di sostituire completamente il lavoro sul campo.
Non è così.
Sapere che un veicolo si trova in un determinato luogo non significa automaticamente conoscere chi lo stia utilizzando, con chi si trovi una persona, quale attività stia svolgendo o quale significato investigativo abbia quella determinata presenza.
È l’investigatore a dover valutare il contesto e decidere quando sia necessario intervenire direttamente.
Per questo motivo considero il G.P.S. un supporto alla tradizionale attività di osservazione e non un sistema investigativo autonomo.
ESPERIENZA E TECNOLOGIA DEVONO PROCEDERE INSIEME
Nel corso di oltre trent’anni di attività investigativa ho assistito a una profonda evoluzione delle tecnologie disponibili.
Gli strumenti sono diventati più precisi, affidabili e sofisticati, ma il principio di fondo non è cambiato: nessuna apparecchiatura può sostituire esperienza, capacità di osservazione e valutazione investigativa.
Una posizione visualizzata su una mappa è soltanto un'informazione.
Occorre comprenderne il significato, valutarla insieme agli altri elementi disponibili e stabilire se e come debba essere approfondita.
È questa combinazione tra esperienza sul campo e tecnologia a rendere lo strumento realmente utile.
GPS E RISPETTO DELLA NORMATIVA
L'impiego di strumenti elettronici nell'attività investigativa deve sempre avvenire all'interno di un incarico legittimamente conferito e nel rispetto delle finalità e dei limiti previsti dalla normativa.
Il Decreto Ministeriale n. 269 del 1° dicembre 2010, nell'ambito della disciplina degli istituti di investigazione privata, contempla per determinate attività investigative lo svolgimento dell'osservazione statica e dinamica, anche mediante strumenti elettronici.
Il successivo Vademecum operativo del Ministero dell'Interno del 24 marzo 2011 ha fornito indicazioni applicative sulla disciplina introdotta dal decreto.
Questo non significa che l'utilizzo di un sistema G.P.S. sia automaticamente legittimo in qualsiasi situazione.
Come per ogni altra attività investigativa, occorre valutare preventivamente il singolo incarico, la finalità perseguita, il diritto che il Cliente intende tutelare e la proporzionalità degli strumenti da impiegare.
DALL'INFORMAZIONE ALLA PROVA
La tecnologia può indicare dove concentrare l'attenzione dell'investigatore, ma il lavoro professionale consiste soprattutto nel verificare e documentare i fatti.
Quando emergono circostanze rilevanti, queste possono essere riscontrate mediante attività investigative svolte sul campo e successivamente riportate nella relazione investigativa, eventualmente corredata dalla documentazione fotografica acquisita durante il servizio.
È quindi importante distinguere tra il semplice dato tecnico fornito da uno strumento e l'accertamento professionale di un fatto.
Il primo può orientare l'indagine; il secondo richiede esperienza, osservazione e corretta documentazione.
IN QUALI INDAGINI PUÒ ESSERE UTILE
La localizzazione satellitare può rappresentare, quando ne sussistono le condizioni, uno strumento utile in differenti tipologie di incarico.
La sua effettiva utilità dipende però sempre dall'obiettivo investigativo.
Non esiste uno strumento adatto automaticamente a ogni indagine: prima di iniziare è necessario comprendere ciò che occorre realmente accertare e scegliere di conseguenza la metodologia più appropriata.
In alcuni casi il G.P.S. può consentire di ottimizzare sensibilmente l'attività operativa; in altri può essere superfluo o non opportuno.
La valutazione deve quindi essere effettuata caso per caso.
LA TECNOLOGIA È UNO STRUMENTO, L'INDAGINE È UN METODO
Nel mio lavoro utilizzo le tecnologie investigative quando possono offrire un reale vantaggio operativo e quando il loro impiego è compatibile con la natura e le finalità dell'incarico.
Non considero mai uno strumento tecnologico come una scorciatoia.
L'esperienza maturata sul campo mi ha insegnato che ciò che conta non è disporre semplicemente di una tecnologia, ma sapere quando utilizzarla, come interpretarne i dati e quando intervenire direttamente per verificare ciò che realmente sta accadendo.
È questo equilibrio tra tecnologia, esperienza e osservazione diretta che consente di trasformare delle semplici informazioni in elementi concretamente utili all'indagine.
Per valutare un caso specifico è possibile richiedere una consulenza preliminare, così da verificare innanzitutto la legittimità e la reale utilità dell'attività investigativa richiesta.












