Modus operandi di un investigatore moderno
Modus operandi di un investigatore moderno

Il lavoro di un investigatore privato continua a suscitare curiosità, ma nella realtà è una professione molto diversa da quella rappresentata nei film.
Ogni incarico parte da un problema concreto e da una domanda alla quale il Cliente cerca una risposta. Prima ancora di pensare agli strumenti o alle modalità operative, occorre capire che cosa debba essere accertato e se l’attività richiesta possa essere svolta legittimamente.
Nelle situazioni personali o familiari, ad esempio, agire da soli può facilmente complicare le cose. Si rischia di esporsi inutilmente, di compromettere un possibile accertamento o di raccogliere informazioni in modo poco utile rispetto alla finalità che si vuole perseguire.
Serve chiarezza già dal primo incontro con un investigatore privato
Il primo colloquio per me è una parte importante del lavoro.
Cerco di capire quale sia il problema, quali elementi siano già disponibili e quale diritto il Cliente intenda tutelare. Solo dopo questa valutazione è possibile decidere se esistano concrete possibilità investigative e come organizzare l’attività.
Non parto mai dalla tecnologia.
Fotocamere, strumenti informatici, fonti online o altri strumenti tecnici possono essere utili, ma devono sempre essere scelti in funzione dell’incarico e utilizzati nei limiti consentiti.
Lo strumento più sofisticato non serve a nulla se viene utilizzato senza una finalità precisa.
Seguo personalmente gli incarichi che mi vengono affidati e, quando necessario, mi avvalgo del supporto della mia collaboratrice o di professionisti con competenze specifiche.
Le attività possono riguardare situazioni familiari e matrimoniali, accertamenti patrimoniali, problematiche aziendali, verifiche su dipendenti o collaboratori e, quando autorizzato e pertinente, anche investigazioni difensive.
Tra gli ambiti aziendali possono rientrare anche accertamenti relativi a concorrenza sleale, violazioni di obblighi professionali o tutela di marchi e brevetti.
Il metodo viene prima degli strumenti
Durante un’indagine possono cambiare orari, luoghi e priorità.
Per questo preferisco impostare un’attività sulla base delle informazioni disponibili e modificarla soltanto quando emergano elementi concreti che lo rendano necessario.
Il Cliente deve sapere che cosa verrà fatto, perché viene fatto e quale impegno economico è previsto.
Il costo di un’indagine dipende infatti dal tipo di attività, dalla durata, dagli orari, dagli eventuali spostamenti e dalla complessità del caso. Non considero corretto indicare un prezzo preciso senza conoscere almeno gli elementi essenziali della situazione.
La consulenza preliminare serve anche a questo: capire se l’indagine abbia senso e predisporre, quando possibile, un preventivo chiaro.
Esperienza e tecnologia
Dopo oltre trent’anni di attività continuo a utilizzare strumenti molto diversi rispetto a quelli con cui ho iniziato.
La tecnologia è cambiata enormemente, ma una parte fondamentale del lavoro è rimasta la stessa: osservare, valutare ciò che accade e documentare con precisione i fatti realmente accertati.
Non prometto risultati che non possono essere conosciuti in anticipo.
Posso invece mettere a disposizione esperienza, metodo e il tempo necessario per valutare correttamente ogni incarico.
Massimiliano Altobelli
Investigatore Privato – Massimiliano Altobelli Investigazioni












