Investigazioni Private fai da te? Meglio non improvvisarsi investigatore per caso. Ecco perché!
Investigazioni private fai da te: perché improvvisarsi detective può essere un errore
Se sospettate un’infedeltà da parte del coniuge, oppure avete dubbi sul comportamento di un dipendente, può nascere la tentazione di effettuare personalmente controlli, pedinamenti o raccolte di informazioni nel tentativo di ottenere conferme ai propri sospetti.
È però importante distinguere tra ciò che un privato può legittimamente osservare o documentare e ciò che, per modalità, strumenti utilizzati o contesto, può oltrepassare i limiti consentiti dalla legge.
Non è corretto affermare che ogni elemento raccolto direttamente da un privato sia automaticamente inutilizzabile. Il problema riguarda soprattutto come l’informazione viene acquisita, il contesto nel quale viene raccolta e l’eventuale violazione di diritti altrui.
Attività invasive, accessi non autorizzati, registrazioni o riprese effettuate in contesti nei quali sussiste una legittima aspettativa di riservatezza, oppure controlli svolti con modalità sproporzionate, possono infatti comportare conseguenze sul piano civile, penale o della protezione dei dati personali.
Per questo, quando l’obiettivo dell’accertamento è quello di far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, la raccolta delle informazioni deve essere impostata con particolare attenzione.
L’investigatore privato autorizzato opera sulla base di uno specifico incarico e deve svolgere l’attività entro finalità e limiti determinati. Le regole in materia di protezione dei dati prevedono, tra l’altro, che l’incarico individui il diritto che si intende tutelare, gli elementi di fatto che giustificano l’attività investigativa e il termine entro il quale essa deve essere conclusa.
Questo consente di pianificare l’indagine in modo proporzionato rispetto allo scopo perseguito e di raccogliere elementi documentali con modalità compatibili con la normativa applicabile.
La differenza principale, quindi, non consiste semplicemente nel “seguire” o “fotografare” qualcuno, ma nel sapere quando, dove, per quale finalità e con quali modalità un accertamento può essere effettuato.
Un’attività improvvisata può inoltre compromettere l’indagine stessa: il soggetto può accorgersi dei controlli, modificare le proprie abitudini o rendere molto più difficile una successiva attività professionale.
Per questa ragione, prima di iniziare autonomamente verifiche particolarmente delicate, è opportuno valutare se l’attività che si intende svolgere sia effettivamente lecita, proporzionata e utile rispetto al diritto che si vuole tutelare.
Il valore di un approccio professionale
Affidarsi a un investigatore privato autorizzato significa innanzitutto poter affrontare l’accertamento con maggiore distacco e con una metodologia definita.
Quando si è personalmente coinvolti in una vicenda, come può accadere nel sospetto di un’infedeltà o in un problema all’interno dell’azienda è comprensibile che emozioni, preoccupazioni o aspettative possano influenzare il modo in cui vengono interpretati i fatti.
Il compito dell’investigatore non è confermare a ogni costo un sospetto, ma verificare ciò che accade e documentare i fatti che emergono dall’attività svolta, anche quando il risultato dell’indagine non coincide con le aspettative iniziali del cliente.
L’esperienza professionale è importante anche nella valutazione delle informazioni. Non tutto ciò che viene riferito, osservato o reperito ha necessariamente lo stesso valore: occorre distinguere ciò che è verificabile da semplici supposizioni, individuare gli elementi realmente utili e documentarli con modalità compatibili con la finalità dell’incarico.
Quando durante un’indagine è necessario acquisire informazioni da persone che possono essere a conoscenza dei fatti, anche questa attività deve essere svolta con attenzione e nel rispetto dei limiti previsti dalla legge. Non si tratta di “interrogare” qualcuno, ma di raccogliere eventuali informazioni utili valutandone successivamente attendibilità, pertinenza e possibilità di riscontro.
Lo stesso principio vale per osservazioni, fotografie, video e altri elementi documentali: non conta soltanto ottenere un’informazione, ma anche il modo in cui essa viene acquisita, verificata e successivamente rappresentata.
Al termine dell’attività, quando richiesto e quando vi siano elementi da documentare, l’investigatore può predisporre una relazione investigativa corredata dalla documentazione raccolta, che potrà essere utilizzata dal cliente e dal proprio legale nell’ambito della tutela del diritto per il quale l’incarico è stato conferito.
Esperienza, metodo e riservatezza
Svolgo personalmente attività investigativa da oltre trent’anni, operando sulla base di incarichi regolarmente conferiti e verificando preventivamente la legittimità e la finalità dell’accertamento richiesto.
Ogni indagine è diversa e nessun professionista serio può garantire anticipatamente un determinato risultato. È invece possibile garantire metodo, riservatezza, proporzionalità dell’attività e attenzione alla corretta raccolta degli elementi emersi.
Prima di improvvisare controlli che potrebbero rivelarsi inutili, compromettere un successivo accertamento o oltrepassare limiti che non si conoscono, può essere opportuno confrontarsi con un investigatore privato autorizzato e valutare quale sia la strada più corretta da seguire.
Massimiliano Altobelli Investigazioni –
Investigatore Privato a Roma












