Un ruolo delicato quello dell'Investigatore Privato nel licenziamento legittimo
Investigazioni Aziendali sui Dipendenti: Quando Può Intervenire l’Investigatore Privato

Le aziende possono trovarsi di fronte a comportamenti di dipendenti o collaboratori che provocano un danno economico, patrimoniale o comunque incidono sul rapporto fiduciario.
In questi casi il semplice sospetto non basta. Prima di assumere decisioni importanti è necessario capire cosa sia realmente accaduto e, quando ne ricorrono i presupposti, raccogliere elementi concreti e documentabili.
È proprio in questo ambito che può intervenire un investigatore privato, attraverso un incarico investigativo specifico e finalizzato alla tutela degli interessi dell'azienda.
QUANDO UN’AZIENDA PUÒ RIVOLGERSI A UN INVESTIGATORE PRIVATO?
Le investigazioni aziendali sono espressamente previste dalla normativa che disciplina l'attività investigativa privata.
Possono riguardare, ad esempio, comportamenti illeciti del lavoratore, infedeltà professionale, tutela del patrimonio aziendale, concorrenza sleale e altre situazioni nelle quali l'impresa abbia una concreta esigenza di accertamento.
Un caso abbastanza frequente riguarda gli ammanchi di denaro o di merce.
Quando un'azienda rileva differenze di cassa o anomalie ripetute, il problema non è trovare a tutti i costi un responsabile. Occorre prima comprendere da cosa derivino quelle anomalie e stabilire quali verifiche siano realmente necessarie.
È una differenza importante: l'investigazione deve accertare i fatti, non confermare un sospetto già formulato dal committente.
Per approfondire le attività che possono essere svolte in questo settore è disponibile anche la pagina dedicata alle indagini su dipendenti e soci.
IL CONTROLLO DEL DIPENDENTE HA DEI LIMITI PRECISI
Affidare un incarico a un investigatore privato non significa poter sottoporre un dipendente a un controllo indiscriminato.
Questo è uno degli aspetti più importanti.
L'attività investigativa può essere utilizzata per accertare comportamenti potenzialmente illeciti o fraudolenti e fatti estranei al normale controllo sull'esecuzione della prestazione lavorativa.
Non può invece trasformarsi in uno strumento utilizzato semplicemente per verificare, in maniera occulta e generalizzata, come il lavoratore svolga quotidianamente il proprio lavoro.
Per questo motivo, prima di iniziare un'indagine aziendale, valuto sempre la finalità dell'incarico, i fatti che la giustificano e quali attività siano effettivamente pertinenti e proporzionate rispetto all'accertamento richiesto.
COSA HA STABILITO LA CASSAZIONE
Nel corso degli anni la Corte di Cassazione è intervenuta più volte sulla possibilità per il datore di lavoro di ricorrere ad agenzie investigative.
La sentenza della Cassazione n. 14454/2017, già richiamata nella precedente versione di questo articolo, rientra proprio nella giurisprudenza relativa ai cosiddetti controlli difensivi.
Il principio da tenere presente, però, non è che qualsiasi controllo effettuato da un investigatore sia automaticamente legittimo.
La giurisprudenza distingue il controllo destinato ad accertare condotte illecite o fraudolente dal controllo sulla normale esecuzione della prestazione lavorativa.
Questa distinzione è stata ribadita anche in pronunce successive e continua ad essere fondamentale quando viene valutata la legittimità dell'attività svolta.
La decisione di procedere eventualmente con una contestazione disciplinare o con un licenziamento resta naturalmente di competenza dell'azienda e dei suoi consulenti. L'investigatore ha un altro compito: accertare e documentare i fatti.
COME SVOLGO UN’INDAGINE AZIENDALE
Non esiste un'indagine standard valida per qualsiasi dipendente e per qualsiasi azienda.
Prima di iniziare cerco di comprendere esattamente quale sia il problema: cosa è stato rilevato, da quanto tempo, quali elementi sono già disponibili e quale diritto o interesse legittimo debba essere tutelato.
Solo dopo questa valutazione viene definita la strategia investigativa.
A seconda delle circostanze, l'attività può comprendere osservazioni, accertamenti, verifiche e documentazione fotografica o video, sempre nei limiti consentiti e in relazione alla finalità dell'incarico.
Quello che viene osservato deve essere riportato per ciò che realmente è accaduto, senza interpretazioni forzate e senza conclusioni che non siano sostenute dagli elementi raccolti.
LA RELAZIONE INVESTIGATIVA
Al termine dell'attività preparo una relazione investigativa nella quale vengono riportati cronologicamente gli accertamenti effettuati e i fatti direttamente osservati, con l'eventuale documentazione fotografica prodotta.
Quando necessario, quanto direttamente osservato dall'investigatore può inoltre essere oggetto di testimonianza nell'ambito di un eventuale procedimento.
La relazione investigativa non determina da sola la legittimità di un licenziamento e non sostituisce la valutazione dell'avvocato, del consulente del lavoro o del giudice.
Serve invece a mettere a disposizione dell'azienda elementi concreti, documentati e verificabili sui quali poter assumere le proprie decisioni.
Dopo oltre trent'anni di attività continuo ad affrontare le investigazioni aziendali con lo stesso principio: prima viene la legittimità dell'incarico, poi la strategia investigativa e infine la prova di ciò che è stato realmente accertato.
Massimiliano Altobelli
Investigatore Privato – Massimiliano Altobelli Investigazioni












